CINEMA A BOMBA!

martedì 4 marzo 2025

OSCAR 2025. S'È FATTA UNA CERTA (AN)ORA

(Dall'alto: Sean Baker con le sue 4 statuette; attrici e attori coi rispettivi Oscar; una scena di Flow, premiato come miglior cartone).


Come si può evincere andando a rileggersi i nostri pronostici, anche quest'anno - modestia a parte - avevamo previsto (quasi) tutto.

Il che non significa che siano mancate le sorprese, anzi.
Confrontando il verdetto di questi Academy Awards con quello dei Golden Globe di poco precedenti, è facile notare come l'uno non abbia confermato l'altro, con qualche eccezione.

Certo, le vittorie di Zoe Saldana e Kieran Culkin come non protagonisti erano scontate (a proposito: complimenti a Gamora dei Guardiani della Galassia e a Fuller di Mamma ho Perso l'Aereo!), quella di Adrien Brody no.

Per conquistare la 2a statuetta della propria carriera, il protagonista di The Brutalist (ma lo ricordiamo anche per Grand Budapest Hotel e Midnight in Paris) ha combattuto fino all'ultimo round contro Timothée Chalamet/Bob Dylan di A Complete Unknown.

Il biopic diretto dal regista dell'ultimo Indiana Jones - James Mangold - ci era piaciuto molto e pensiamo sinceramente che avrebbe meritato di più.

Le stesse aspettative che evidentemente aveva su se stessa la rediviva Demi Moore, il cui sorriso è sparito quando al suo posto è stata chiamata la giovane Mikey Madison di Anora (l'attrice di C'era una Volta... a Hollywood è stata una delle rivelazioni della serata).

E a proposito di delusioni, come si sentirà Diane Warren? La navigata songwriter americana ha collezionato 16 candidature - di cui 6 consecutive - tutte andate a vuoto!
Anziché alla sua canzone, l'Academy ha preferito dare un contentino a Emilia Pérez.

E qui veniamo al film che è stato il grande sconfitto della Notte delle Stelle.
Partito forte grazie ai Globes e alle 13 nomination ottenute, nel giro di poche settimane il musical francese è passato dall'essere il favorito all'essere il più odiato.

Colpa di una clamorosa campagna d'odio online che ha investito sia la protagonista transgender Karla Sofía Gascón sia la pellicola stessa: la prima a causa di una serie di dichiarazioni discutibili; la seconda perché ritenuta irrispettosa nei confronti degli ispanici (è ambientata in Messico), delle vittime dei narcos e - ironia della sorte - della stessa comunità trans.

Chi invece è tornato a casa a testa alta è Flow, lungometraggio d'animazione muto che batte bandiera lettone(!) e da buon Davide ha sconfitto Golia, cioé la corazzata Disney che col seguito di Inside Out sperava di interrompere un digiuno da Oscar che dura dal 2021.

Idem si può dire di No Other Land, documentario israelo-palestinese la cui vittoria nella categoria è una speranza di pace per la striscia di terra più martoriata del Medioriente.
I membri dell'Academy sono stati coraggiosi a premiare un'opera che denuncia apertamente le brutalità dei fanatici sionisti, alleati storici dei vari governi USA.

Infine, veniamo ai grandi vincitori della serata: Sean Baker e il suo Anora.
Nonostante la Palma d'Oro a Cannes 2024, chi avrebbe scommesso fino a qualche settimana fa che questo autore indie si sarebbe messo in saccoccia 4 dei 5 Oscar vinti dal suo lungometraggio (oltra a film e regia, anche sceneggiatura e montaggio)?

Anora, una sorta di anti- Pretty Woman arricchita dall'interpretazione convincente della Madison, è stata la sorpresa che tanti non hanno visto arrivare.
Tanti, ma non CINEMA A BOMBA!


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lunedì 3 marzo 2025

OSCAR 2025. I VINCITORI



Quest'anno abbiamo azzeccato 21 previsioni su 23: anche quest'anno niente male, vero?

E ad aver pronosticato più premi è stato... Federico! Ben 15.

Il vincitore della serata è stato indubbiamente Sean Baker: il cineasta ha portato a casa personalmente ben quattro statuette.

E che statuette! Film (Anora), regia, sceneggiatura originale, montaggio.

Una serata memorabile per lui.

In attesa del nostro post di commento, ecco i vincitori categoria per categoria.

Miglior film
Anora, regia di Sean Baker - FRA, FEDE
The Brutalist, regia di Brady Corbet
A Complete Unknown, regia di James Mangold - ANG
Dune - Parte due, regia di Denis Villeneuve
Conclave, regia di Edward Berger
Emilia Pérez, regia di Jacques Audiard
Io sono ancora qui, regia di Walter Salles
Nickel Boys, regia di RaMell Ross
The Substance, regia di Coralie Fargeat
Wicked, regia di Jon M. Chu

Miglior regista
Jacques Audiard – Emilia Pérez
Sean Baker – Anora - FRA, ANG
Brady Corbet – The Brutalist - FEDE
Coralie Fargeat – The Substance
James Mangold – A Complete Unknown

Miglior attrice protagonista
Cynthia Erivo – Wicked
Karla Sofía Gascón – Emilia Pérez - ANG
Mikey Madison – Anora
Demi Moore – The Substance - FRA, FEDE
Fernanda Torres – Io sono ancora qui

Miglior attore protagonista
Adrien Brody – The Brutalist - FRA
Timothée Chalamet – A Complete Unknown - FEDE
Colman Domingo – Sing Sing - ANG
Ralph Fiennes – Conclave
Sebastian Stan – The Apprentice

Miglior attrice non protagonista
Monica Barbaro – A Complete Unknown
Ariana Grande – Wicked
Felicity Jones – The Brutalist
Isabella Rossellini – Conclave
Zoe Saldana – Emilia Pérez - FRA, FEDE, ANG

Miglior attore non protagonista
Jurij Borisov – Anora
Kieran Culkin – A Real Pain - FRA, FEDE
Edward Norton – A Complete Unknown
Guy Pearce – The Brutalist - ANG
Jeremy Strong – The Apprentice

Migliore sceneggiatura originale
Sean Baker – Anora - FRA, FEDE
Moritz Binder, Tim Fehlbaum e Alex David – September 5-La Diretta che cambiò la Storia
Brady Corbet e Mona Fastvold – The Brutalist - ANG
Jesse Eisenberg – A Real Pain
Coralie Fargeat – The Substance

Migliore sceneggiatura non originale
Jacques Audiard, Thomas Bidegain, Léa Mysius e Nicolas Livecchi – Emilia Pérez
Greg Kwedar, Clint Bentley, Clarence Maclin e John "Divine G" Whitfield – Sing Sing
James Mangold e Jay Cocks – A Complete Unknown - ANG
RaMell Ross e Joslyn Barnes – Nickel Boys
Peter Straughan – Conclave - FRA, FEDE

Miglior film internazionale
Emilia Pérez, regia di Jacques Audiard (Francia) - FEDE
Flow - Un Mondo da Salvare, regia di Gints Zilbalodis (Lettonia)
Io sono ancora qui, regia di Walter Salles (Brasile) - FRA
Pigen med nålen, regia di Magnus von Horn (Danimarca)
Il Seme del Fico Sacro, regia di Mohammad Rasoulof (Germania) - ANG

Miglior film d'animazione
Flow - Un Mondo da Salvare, regia di Gints Zilbalodis - FEDE, ANG
Inside Out 2, regia di Kelsey Mann
Memoir of a Snail, regia di Adam Elliot
Il Robot Selvaggio (The Wild Robot), regia di Chris Sanders - FRA
Wallace & Gromit - Le Piume della Vendetta, regia di Nick Park e Merlin Crossingham

Miglior colonna sonora originale
Volker Bertelmann – Conclave
Daniel Blumberg – The Brutalist - FRA
Kris Bowers – Il Robot Selvaggio (The Wild Robot)
Camille e Clément Ducol – Emilia Pérez
John Powell e Stephen Schwartz – Wicked - FEDE, ANG

Miglior canzone originale
The Journey (testo e musica: Diane Warren) – The Six Triple Eight - FRA
Like a Bird (testo e musica: Abraham Alexander, Adrian Quesada) – Sing Sing
El mal (testo: Clément Ducol, Camille, Jacques Audiard – musica: Clément Ducol, Camille) – Emilia Pérez - FEDE
Mi camino (testo e musica: Clément Ducol, Camille) – Emilia Pérez - ANG
Never Too Late (testo e musica: Elton John, Brandi Carlile, Andrew Watt, Bernie Taupin) – Elton John: Never Too Late

Miglior montaggio
Sean Baker – Anora - ANG
Dávid Jancsó – The Brutalist - FEDE
Nick Emerson – Conclave - FRA
Myron Kerstein – Wicked
Juliette Welfling – Emilia Pérez

Miglior scenografia
Judy Becker (scenografia) e Patricia Cuccia (arredamento) – The Brutalist - FRA, FEDE
Nathan Crowley (scenografia) e Lee Sandales (arredamento) – Wicked - ANG
Suzie Davies (scenografia) e Cynthia Sleiter (arredamento) – Conclave
Craig Lathrop (scenografia) e Beatrice Brentnerová (arredamento) – Nosferatu
Patrice Vermette (scenografia) e Shane Vieau (arredamento) – Dune: Parte 2

Miglior fotografia
Jarin Blaschke – Nosferatu
Lol Crawley – The Brutalist - FRA, FEDE
Greig Fraser – Dune: Parte 2 - ANG
Paul Guilhaume – Emilia Pérez
Edward Lachman – Maria

Migliori costumi
Lisy Christl – Conclave - ANG
Linda Muir – Nosferatu
Arianne Phillips – A Complete Unknown
Paul Tazewell – Wicked - FRA, FEDE

Miglior trucco e acconciatura
Julia Floch Carbonel, Emmanuel Janvier e Jean-Christophe Spadaccini – Emilia Pérez
Frances Hannon, Laura Blount e Sarah Nuth – Wicked - FRA
Mike Marino, David Presto e Crystal Jurado – A Different Man
Pierre-Oliver Persin, Stéphanie Guillon e Marilyne Scarselli – The Substance - FEDE
David White, Traci Loader e Suzanne Stokes-Munton – Nosferatu - ANG

Migliori effetti speciali
Eric Barba, Nelson Sepúlveda-Fauser, Daniel Macarin e Shane Mahan – Alien: Romulus
Pablo Helman, Jonathan Fawkner, David Shirk e Paul Corbould – Wicked
Paul Lambert, Stephen James, Rhys Salcombe e Gerd Nefzer – Dune: Parte 2 - FRA, FEDE
Luke Millar, David Clayton, Keith Herft e Peter Stubbs – Better Man - ANG
Erik Winquist, Stephen Unterfranz, Paul Story e Rodney Burke – Il Regno del Pianeta delle Scimmie

Miglior sonoro
Simon Hayes, Nancy Nugent Title, Jack Dolman, Andy Nelson e John Marquis – Wicked - FRA
Gareth John, Richard King, Ron Bartlett e Doug Hemphill – Dune: Parte 2 - FEDE, ANG
Erwan Kerzanet, Aymeric Devoldère, Maxence Dussère, Cyril Holtz e Niels Barletta – Emilia Pérez
Tod A. Maitland, Donald Sylvester, Ted Caplan, Paul Massey e David Giammarco – A Complete Unknown
Randy Thom, Brian Chumney, Gary A. Rizzo e Leff Lefferts – Il Robot Selvaggio

Miglior documentario
Black Box Diaries, regia di Shiori Itō
No Other Land, regia di Basel Adra, Yuval Abraham, Rachel Szor ed Hamdan Ballal - FEDE
Porcelain War, regia di Brendan Bellomo e Slava Leont'jev - FRA
Soundtrack to a Coup d'Etat, regia di Johan Grimonprez
Sugarcane, regia di Julian Brave NoiseCat e Emily Kassie - ANG

Miglior cortometraggio documentario
Death by Numbers, regia di Kim A. Snyder - ANG
I Am Ready, Warden, regia di Smriti Mundhra - FRA
Incident, regia di Bill Morrison
Instruments of a Beating Heart, regia di Ema Ryan Yamazaki
The Only Girl in the Orchestra, regia di Molly O'Brien - FEDE

Miglior cortometraggio
A Lien, regia di Sam e David Cutler-Kreutz
Anuja, regia di Adam J. Graves - FRA
Čovjek koji nije mogao šutjeti, regia di Nebojša Slijepčević
I'm not a Robot, regia di Victoria Warmerdam - ANG
The Last Ranger, regia di Cindy Lee - FEDE

Miglior cortometraggio d'animazione
Amedama, regia di Daisuke Nishio - ANG
Beautiful Men, regia di Nicolas Keppens - FRA
Beurk!, regia di Loïc Espuche
Dar sāye sarv, regia di Hossein Molayemi e Shirin Sohani
Wander to Wonder, regia di Nina Gantz - FEDE


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sabato 1 marzo 2025

OSCAR 2025. LE NOSTRE PREVISIONI



L'edizione numero 97 degli Academy Awards - meglio conosciuti come Premi Oscar - si terrà domenica.
Un'appuntamento imperdibile per qualsiasi cinefilo degno di questo titolo, e noi di CINEMA A BOMBA non facciamo eccezione (ovvio).

Come ogni anno, anche stavolta ci sbilanceremo cercando di indovinare chi vincerà nelle varie categorie.
Di solito ci azzecchiamo o ci andiamo molto vicino: nel 2024 abbiamo indovinato 22 nomination su 23, tanto per dire...

Questa volta i pronostici sono decisamente più difficili e incerti, ma ci proveremo lo stesso.
Un "giochino" che vorremmo condividere con voi: scriveteci le vostre previsioni nei commenti!

Nel frattempo, qui sotto trovate l'elenco completo della candidature: cliccate sui link - specie quelli in grassetto - per maggiori approfondimenti.
In bocca al lupo e via il lupo!


Miglior film
Anora, regia di Sean Baker - FRA, FEDE
The Brutalist, regia di Brady Corbet
A Complete Unknown, regia di James Mangold - ANG
Dune - Parte due, regia di Denis Villeneuve
Conclave, regia di Edward Berger
Emilia Pérez, regia di Jacques Audiard
Io sono ancora qui, regia di Walter Salles
Nickel Boys, regia di RaMell Ross
The Substance, regia di Coralie Fargeat
Wicked, regia di Jon M. Chu

Miglior regista
Jacques Audiard – Emilia Pérez
Sean Baker – Anora - FRA, ANG
Brady Corbet – The Brutalist - FEDE
Coralie Fargeat – The Substance
James Mangold – A Complete Unknown

Miglior attrice protagonista
Cynthia Erivo – Wicked
Karla Sofía Gascón – Emilia Pérez - ANG
Mikey Madison – Anora
Demi Moore – The Substance - FRA, FEDE
Fernanda Torres – Io sono ancora qui

Miglior attore protagonista
Adrien Brody – The Brutalist - FRA
Timothée Chalamet – A Complete Unknown - FEDE
Colman Domingo – Sing Sing - ANG
Ralph Fiennes – Conclave
Sebastian Stan – The Apprentice

Miglior attrice non protagonista
Monica Barbaro – A Complete Unknown
Ariana Grande – Wicked
Felicity Jones – The Brutalist
Isabella Rossellini – Conclave
Zoe Saldana – Emilia Pérez - FRA, FEDE, ANG

Miglior attore non protagonista
Jurij Borisov – Anora
Kieran Culkin – A Real Pain - FRA, FEDE
Edward Norton – A Complete Unknown
Guy Pearce – The Brutalist - ANG
Jeremy Strong – The Apprentice

Migliore sceneggiatura originale
Sean Baker – Anora - FRA, FEDE
Moritz Binder, Tim Fehlbaum e Alex David – September 5-La Diretta che cambiò la Storia
Brady Corbet e Mona Fastvold – The Brutalist - ANG
Jesse Eisenberg – A Real Pain
Coralie Fargeat – The Substance

Migliore sceneggiatura non originale
Jacques Audiard, Thomas Bidegain, Léa Mysius e Nicolas Livecchi – Emilia Pérez
Greg Kwedar, Clint Bentley, Clarence Maclin e John "Divine G" Whitfield – Sing Sing
James Mangold e Jay Cocks – A Complete Unknown - ANG
RaMell Ross e Joslyn Barnes – Nickel Boys
Peter Straughan – Conclave - FRA, FEDE

Miglior film internazionale
Emilia Pérez, regia di Jacques Audiard (Francia) - FEDE
Flow - Un Mondo da Salvare, regia di Gints Zilbalodis (Lettonia)
Io sono ancora qui, regia di Walter Salles (Brasile) - FRA
Pigen med nålen, regia di Magnus von Horn (Danimarca)
Il Seme del Fico Sacro, regia di Mohammad Rasoulof (Germania) - ANG

Miglior film d'animazione
Flow - Un Mondo da Salvare, regia di Gints Zilbalodis - FEDE, ANG
Inside Out 2, regia di Kelsey Mann
Memoir of a Snail, regia di Adam Elliot
Il Robot Selvaggio (The Wild Robot), regia di Chris Sanders - FRA
Wallace & Gromit - Le Piume della Vendetta, regia di Nick Park e Merlin Crossingham

Miglior colonna sonora originale
Volker Bertelmann – Conclave
Daniel Blumberg – The Brutalist - FRA
Kris Bowers – Il Robot Selvaggio (The Wild Robot)
Camille e Clément Ducol – Emilia Pérez
John Powell e Stephen Schwartz – Wicked - FEDE, ANG

Miglior canzone originale
The Journey (testo e musica: Diane Warren) – The Six Triple Eight - FRA
Like a Bird (testo e musica: Abraham Alexander, Adrian Quesada) – Sing Sing
El mal (testo: Clément Ducol, Camille, Jacques Audiard – musica: Clément Ducol, Camille) – Emilia Pérez - FEDE
Mi camino (testo e musica: Clément Ducol, Camille) – Emilia Pérez - ANG
Never Too Late (testo e musica: Elton John, Brandi Carlile, Andrew Watt, Bernie Taupin) – Elton John: Never Too Late

Miglior montaggio
Sean Baker – Anora - ANG
Dávid Jancsó – The Brutalist - FEDE
Nick Emerson – Conclave - FRA
Myron Kerstein – Wicked
Juliette Welfling – Emilia Pérez

Miglior scenografia
Judy Becker (scenografia) e Patricia Cuccia (arredamento) – The Brutalist - FRA, FEDE
Nathan Crowley (scenografia) e Lee Sandales (arredamento) – Wicked - ANG
Suzie Davies (scenografia) e Cynthia Sleiter (arredamento) – Conclave
Craig Lathrop (scenografia) e Beatrice Brentnerová (arredamento) – Nosferatu
Patrice Vermette (scenografia) e Shane Vieau (arredamento) – Dune: Parte 2

Miglior fotografia
Jarin Blaschke – Nosferatu
Lol Crawley – The Brutalist - FRA, FEDE
Greig Fraser – Dune: Parte 2 - ANG
Paul Guilhaume – Emilia Pérez
Edward Lachman – Maria

Migliori costumi
Lisy Christl – Conclave - ANG
Linda Muir – Nosferatu
Arianne Phillips – A Complete Unknown
Paul Tazewell – Wicked - FRA, FEDE

Miglior trucco e acconciatura
Julia Floch Carbonel, Emmanuel Janvier e Jean-Christophe Spadaccini – Emilia Pérez
Frances Hannon, Laura Blount e Sarah Nuth – Wicked - FRA
Mike Marino, David Presto e Crystal Jurado – A Different Man
Pierre-Oliver Persin, Stéphanie Guillon e Marilyne Scarselli – The Substance - FEDE
David White, Traci Loader e Suzanne Stokes-Munton – Nosferatu - ANG

Migliori effetti speciali
Eric Barba, Nelson Sepúlveda-Fauser, Daniel Macarin e Shane Mahan – Alien: Romulus
Pablo Helman, Jonathan Fawkner, David Shirk e Paul Corbould – Wicked
Paul Lambert, Stephen James, Rhys Salcombe e Gerd Nefzer – Dune: Parte 2 - FRA, FEDE
Luke Millar, David Clayton, Keith Herft e Peter Stubbs – Better Man - ANG
Erik Winquist, Stephen Unterfranz, Paul Story e Rodney Burke – Il Regno del Pianeta delle Scimmie

Miglior sonoro
Simon Hayes, Nancy Nugent Title, Jack Dolman, Andy Nelson e John Marquis – Wicked - FRA
Gareth John, Richard King, Ron Bartlett e Doug Hemphill – Dune: Parte 2 - FEDE, ANG
Erwan Kerzanet, Aymeric Devoldère, Maxence Dussère, Cyril Holtz e Niels Barletta – Emilia Pérez
Tod A. Maitland, Donald Sylvester, Ted Caplan, Paul Massey e David Giammarco – A Complete Unknown
Randy Thom, Brian Chumney, Gary A. Rizzo e Leff Lefferts – Il Robot Selvaggio

Miglior documentario
Black Box Diaries, regia di Shiori Itō
No Other Land, regia di Basel Adra, Yuval Abraham, Rachel Szor ed Hamdan Ballal - FEDE
Porcelain War, regia di Brendan Bellomo e Slava Leont'jev - FRA
Soundtrack to a Coup d'Etat, regia di Johan Grimonprez
Sugarcane, regia di Julian Brave NoiseCat e Emily Kassie - ANG

Miglior cortometraggio documentario
Death by Numbers, regia di Kim A. Snyder - ANG
I Am Ready, Warden, regia di Smriti Mundhra - FRA
Incident, regia di Bill Morrison
Instruments of a Beating Heart, regia di Ema Ryan Yamazaki
The Only Girl in the Orchestra, regia di Molly O'Brien - FEDE

Miglior cortometraggio
A Lien, regia di Sam e David Cutler-Kreutz
Anuja, regia di Adam J. Graves - FRA
Čovjek koji nije mogao šutjeti, regia di Nebojša Slijepčević
I'm not a Robot, regia di Victoria Warmerdam - ANG
The Last Ranger, regia di Cindy Lee - FEDE

Miglior cortometraggio d'animazione
Amedama, regia di Daisuke Nishio - ANG
Beautiful Men, regia di Nicolas Keppens - FRA
Beurk!, regia di Loïc Espuche
Dar sāye sarv, regia di Hossein Molayemi e Shirin Sohani
Wander to Wonder, regia di Nina Gantz - FEDE


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giovedì 20 febbraio 2025

OSCAR 2025. NOMINATION: ATTRICI E ATTORI

(Dall'alto: Zoe Saldana; Timothée Chalamet nei panni di Bob Dylan; Demi Moore; Sebastian Stan in versione Donald Trump).


Tradizionalmente, tra i post più apprezzati da chi legge CINEMA A BOMBA - almeno in termini di visualizzazioni - c'è quello relativo alle nomination legate alla recitazione!

Per capire chi vincerà gli Oscar in questa categoria una cosa utile può essere partire dai Golden Globe, benchè l'Academy distingua solo tra protagoniste/i e non, mentre i "globi" raddoppiano, separando film drammatici e commedie.

Ormai probabilmente eliminata dalla corsa Karla Sofía Gascón, sommersa dalle polemiche per alcuni discutibilissimi tweet, la sfida al femminile è tra Fernanda Torres e Demi Moore, guarda a caso proprio le attrici selezionate dalla stampa estera il mese scorso.
La prima è una rivelazione solo per chi non conosce la sua lunga carriera in Brasile; la seconda è tornata alla ribalta dopo essere quasi finita nel dimenticatoio.

Tra le non protagoniste invece non dovrebbe esserci storia: Zoe Saldana parte nettamente favorita.
A sfidare l'attrice del dittico di Avatar e della trilogia dei Guardiani della Galassia c'è però Isabella Rossellini, ex compagna storica del compianto David Lynch e unica candidatura tricolore di questa edizione.

Tra gli uomini l'esito è più incerto: la competizione sembrava tra la "sorpresa" Sebastian Stan e il redivivo Adrien Brody, ma tra il Soldato d'Inverno e il premio Oscar per The Pianist potrebbe insinuarsi... Bob Dylan!
Dopo aver visto Timothée Chalamet nei panni del grande artista folk in A Complete Unknown, ci resta difficile credere che possa essere qualcun'altro a vincere l'Oscar.

Il biopic diretto dal James Mangold di Indiana Jones 5 è ben rappresentato in queste categorie: oltre al protagonista di Wonka e Dune, hanno ricevuto una nomina anche Monica Barbato/Joan Baez e Edward Norton/Pete Seeger.
Quest'ultimo dovrebbe avere qualche chance, ma Kieran Culkin è quotatissimo, anche in virtù - indovinate un po' - del Globo d'Oro vinto per A Real Pain.

Insomma, la competizione è come sempre serratissima, ma per scoprire chi riuscirà a portarsi a casa la statuetta dovremo aspettare ancora un po'.
Nel frattempo leggete qui sotto tutti i nomi delle/dei candidate/i e continuate a seguirci!


Migliore attrice protagonista
Cynthia Erivo – Wicked
Karla Sofía Gascón – Emilia Pérez
Mikey Madison – Anora
Demi Moore – The Substance
Fernanda Torres – Io sono ancora qui

Migliore attore protagonista
Adrien Brody – The Brutalist
Timothée Chalamet – A Complete Unknown
Colman Domingo – Sing Sing
Ralph Fiennes – Conclave
Sebastian Stan – The Apprentice

Migliore attrice non protagonista
Monica Barbaro – A Complete Unknown
Ariana Grande – Wicked
Felicity Jones – The Brutalist
Isabella Rossellini – Conclave
Zoe Saldana – Emilia Pérez

Migliore attore non protagonista
Jurij Borisov – Anora
Kieran Culkin – A Real Pain
Edward Norton – A Complete Unknown
Guy Pearce – The Brutalist
Jeremy Strong – The Apprentice


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mercoledì 8 gennaio 2025

GOLDEN GLOBE 2025. I VINCITORI

(Da sinistra: Demi Moore, Kieran Culkin e Adrien Brody). 


Una delle domande che ritornano, con frequenza annuale, nel grande mondo del cinema è: i Golden Globe sono un'anticipazione degli Oscar?

Un tempo avremmo risposto di sì, ma negli ultimi anni c'è stata una sorta di inversione di tendenza, col risultato che quella dei premi assegnati dalla stampa estera è diventata una competizione a sé stante, piuttosto slegata dalle logiche politiche/economiche dell'Academy.

Ed è un bene: a giovarne sono infatti le pellicole stesse, che qui vengono premiate - l'impressione è questa, almeno - per meriti essenzialmente qualitativi.

Dalla serata è uscito vincitore il drammatico The Brutalist, racconto di un architetto scampato all'Olocausto, che si è aggiudicato i 3 premi più "pesanti": miglior film, regista e attore protagonista.

A tallonarlo troviamo Emilia Pérez, bizzarro musical che di globi se n'é portato a casa ben 4: miglior commedia, film straniero, attrice non protagonista e canzone.

Peccato che non abbiano trovato spazio film come A Complete Unknown (biopic su Bob Dylan diretto dal regista di Logan e Indiana Jones 5) e l'ottimo Dune - Parte 2 di Denis Villeneuve.
Anche il geniale Deadpool & Wolverine è rimasto a bocca asciutta, nonostante l'hype che l'accompagna.

Chi invece ha lasciato la cerimonia con un bel sorriso stampato in faccia è una coppia di interpreti che erano un po' finiti nel dimenticatoio: la rediviva Demi Moore, benché lasci perplessi la categoria in cui è stata incensata (miglior attrice in una commedia? Che cosa ci sarebbe di divertente nell'orrorifico The Substance?) e lo spilungone Adrien Brody, che oltre 20 anni fa vinse l'Oscar con The Pianist (in un ruolo molto simile a questo).

Gloria anche per due "supereroi": Zoe Saldana altri non è che Gamora dei Guardiani della Galassia, mentre conosciamo Sebastian Stan soprattutto come il Soldato d'Inverno degli Avengers.
Una bella soddisfazione per entrambi, che finalmente vengono riconosciuti come professionisti "seri", non solo interpreti di fumettosi blockbuster (una cosa simile era capitata l'anno scorso a Robert Downey Jr.).

E se stupisce positivamente la vittoria del cartone muto Flow (ma riuscirà a confermarsi agli Academy Awards contro la corazzata Disney?), la sconfitta dell'unica opera italiana in gara - l'acclamata Vermiglio - lascia un po' l'amaro in bocca.

Ma la strada verso gli Oscar è ancora lunga; nel frattempo, leggete qui sotto l'elenco dei vincitori e cliccate sui link che trovate!


Miglior film drammatico
The Brutalist, regia di Brady Corbet
A Complete Unknown, regia di James Mangold
Conclave, regia di Edward Berger
Dune - Parte 2, regia di Denis Villeneuve
Nickel Boys, regia di RaMell Ross
September 5, regia di Tim Fehlbaum

Miglior film commedia o musicale
Emilia Pérez, regia di Jacques Audiard
Anora, regia di Sean Baker
Challengers, regia di Luca Guadagnino
A Real Pain, regia di Jesse Eisenberg
The Substance, regia di Coralie Fargeat
Wicked, regia di Jon M. Chu

Miglior regista
Brady Corbet – The Brutalist
Jacques Audiard – Emilia Pérez
Sean Baker – Anora
Edward Berger – Conclave
Coralie Fargeat – The Substance
Payal Kapadiya – Amore a Mumbai

Migliore attore in un film drammatico
Adrien Brody – The Brutalist
Timothée Chalamet – A Complete Unknown
Daniel Craig – Queer
Colman Domingo – Sing Sing
Ralph Fiennes – Conclave
Sebastian Stan – The Apprentice

Migliore attrice in un film drammatico
Fernanda Torres – Ainda estou aqui
Pamela Anderson – The Last Showgirl
Angelina Jolie – Maria
Nicole Kidman – Babygirl
Tilda Swinton – La Stanza Accanto (The Room Next Door)
Kate Winslet – Lee

Migliore attore in un film commedia o musicale
Sebastian Stan – A Different Man
Jesse Eisenberg – A Real Pain
Hugh Grant – Heretic
Gabriel LaBelle – Saturday Night
Jesse Plemons – Kinds of Kindness
Glen Powell – Hit Man

Migliore attrice in un film commedia o musicale
Demi Moore – The Substance
Amy Adams – Nightbitch
Cynthia Erivo – Wicked
Karla Sofía Gascón – Emilia Pérez
Mikey Madison – Anora
Zendaya – Challengers

Migliore attore non protagonista
Kieran Culkin – A Real Pain
Jurij Borisov – Anora
Edward Norton – A Complete Unknown
Guy Pearce – The Brutalist
Jeremy Strong – The Apprentice
Denzel Washington – Il Gladiatore II

Migliore attrice non protagonista
Zoe Saldana – Emilia Pérez
Selena Gomez – Emilia Pérez
Ariana Grande – Wicked
Felicity Jones – The Brutalist
Margaret Qualley – The Substance
Isabella Rossellini – Conclave

Miglior film in lingua straniera
Emilia Pérez, regia di Jacques Audiard (Francia)
Amore a Mumbai, regia di Payal Kapadiya (USA/Francia/India)
Pigen med nålen, regia di Magnus von Horn (Polonia/Svezia/Danimarca)
Ainda estou aqui, regia di Walter Salles (Brasile)
Dāne-ye anjīr-e ma'ābed, regia di Mohammad Rasoulof (USA/Germania)
Vermiglio, regia di Maura Delpero (Italia)

Miglior film d'animazione
Flow - Un Mondo da Salvare, regia di Gints Zilbalodis
Inside Out 2, regia di Kelsey Mann
Memoir of a Snail, regia di Adam Elliot
Oceania 2, regia di Dave G. Derrick Jr., Jason Hand e Dana Ledoux Miller
Wallace & Gromit: Le Piume della Vendetta, regia di Nick Park e Merlin Grossingham
Il Robot Selvaggio, regia di Chris Sanders

Migliore sceneggiatura
Peter Straughan – Conclave
Jacques Audiard – Emilia Pérez
Sean Baker – Anora
Brady Corbet e Mona Fastvold – The Brutalist
Jesse Eisenberg – A Real Pain
Coralie Fargeat – The Substance

Migliore colonna sonora originale
Trent Reznor e Atticus Ross – Challengers
Volker Bertelmann – Conclave
Daniel Blumberg – The Brutalist
Kris Bowers – Il Robot Selvaggio
Clément Ducol e Camille – Emilia Pérez
Hans Zimmer – Dune - Parte 2

Migliore canzone originale
El mal (Clément Ducol, Camille e Jacques Audiard) – Emilia Pérez
Beautiful That Way (Andrew Wyatt, Miley Cyrus e Lykke Li) – The Last Showgirl
Compress / Repress (Trent Reznor, Atticus Ross e Luca Guadagnino) – Challengers
Forbidden Road (Robbie Williams, Freddy Wexler e Sacha Skarbek) – Better Man
Kiss the Sky (Delacey, Jordan K. Johnson, Stefan Johnson, Maren Morris, Michael Pollack e Ali Tamposi) – Il Robot Selvaggio
Mi camino (Clément Ducol e Camille) – Emilia Pérez

Miglior risultato al cinema e al box office
Wicked, regia di Jon M. Chu
Alien: Romulus, regia di Fede Álvarez
Beetlejuice Beetlejuice, regia di Tim Burton
Deadpool & Wolverine, regia di Shawn Levy
Il Gladiatore II, regia di Ridley Scott
Inside Out 2, regia di Kelsey Mann
Twisters, regia di Lee Isaac Chung
Il Robot Selvaggio, regia di Chris Sanders


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lunedì 27 maggio 2024

CANNES 2024. IL DECLINO DEL FESTIVAL (E VENEZIA GONGOLA)

Dall'alto: Sean Baker (a destra) con la Palma d'Oro consegnatali nientemeno che da George Lucas; Lucas abbracciato da Francis Ford Coppola; Selena Gomez (a sinistra) e Zoe Saldana migliori attrici.


Come abbiamo visto sabato, è stato Anora, diretto dal regista americano Sean Baker, ad aggiudicarsi la Palma d'Oro di questo Festival di Cannes.

La pellicola indipendente non era stata neppure contemplata nei pronostici, sicché il verdetto ha spiazzato tutti gli addetti ai lavori e generato una slavina di critiche nei confronti della Giuria e in particolare della presidentessa Greta Gerwig.

L'autrice di Barbie sarà abituata, essendo - ammettiamo di non sapere esattamente perché - una delle persone più malviste ad Hollywood.
Ma di certo questa polemica finale è servita almeno a colorare un po' un'edizione piuttosto anonima.

Molti critici hanno storto il naso anche per le altre assegnazioni: ok premiare il sempre più lanciato Jesse Plemons (lo ricordate ne Il Potere del Cane e in Killers of the Flower Moon?), ma era necessario decretare un quadruplo ex-aequo per la miglior attrice (comprendente Selena Gomez di Spring Breakers e Zoe Saldana dei Guardiani della Galassia)?

Ha causato una certa insoddisfazione anche l'esclusione dal palmarès di Megalopolis di Francis Ford Coppola, opera monumentale che - a prescindere dagli effettivi risultati artistici - è già entrata di diritto nella storia del cinema.
L'anziano autore de Il Padrino, Apocalypse Now e Twixt ci ha lavorato per 40 anni, riscrivendone di continuo il copione e spendendo di tasca propria 120 milioni di dollari.

Una pellicola simile presentata qui (fuori concorso) è stata la prima delle quattro(!) parti di Horizon-An American Saga, l'abnorme epopea western ideata e realizzata da Kevin Costner.
Il quasi settantenne regista di Balla coi Lupi e Terra di Confine era visibilmente commosso per la standing ovation tributatagli alla fine della proiezione.

Ma quest'anno ci sono stati pochi altri highligths.
Tra questi, le Palme d'Oro speciali con cui Cannes ha omaggiato l'inossidabile Meryl Streep, il leggendario George Lucas e il mitico Studio Ghibli di Hayao Miyazaki.

Ma se gli unici premi che accontentano tutti sono quelli alla carriera, è un segno inequivocabile che qualcosa non vada.
Era già successo l'anno scorso, ed è l'ennisima dimostrazione del lento declino del Festival, che negli ultimi anni sembra patire la concorrenza della ben più pimpante Mostra del Cinema di Venezia.

Dal Lido, il direttore artistico Alberto Barbera già gongola, in previsione della kermesse di fine agosto.
Adieu, Cannes 2024.


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domenica 26 maggio 2024

CANNES 2024. I VINCITORI

Meryl Streep con la Palma d'Oro alla carriera. 


A vincere il 77° Festival di Cannes è stato Anora del regista americano Sean Baker.

Solo uno dei tanti colpi di scena che la Giuria, capitanata dalla regista di Barbie Greta Gerwig, ha dispensato in questa edizione.

Intanto che finiamo di scrivere il nostro consueto post di commento, potete leggere qui sotto l'elenco di tutti i premiati!


Palma d'Oro: Anora, regia di Sean Baker (Stati Uniti)

Grand Prix Speciale della Giuria (premio per l'opera più originale o innovativa): All We Imagine as Light, regia di Payal Kapadiya (India)

Prix de la mise en scène (premio per la migliore regia): Grand Tour, regia di Miguel Gomez (Portogallo)

Prix du scénario (premio per la migliore sceneggiatura): Coralie Fargeat per Substance (Regno Unito)

Prix d'interprétation féminine (premio per la migliore attrice): Karla Sofía Gascón, Adriana Paz, Selena Gomez e Zoe Saldana per Emilia Pérez (Francia)

Prix d'interprétation masculine (premio per il migliore attore): Jesse Plemons per Kinds of Kindness (Stati Uniti)

Premio della Giuria: Emilia Pérez, regia di Jacques Audiard (Francia)

Palma d'Oro onoraria: George Lucas, Meryl Streep e lo Studio Ghibli


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venerdì 20 gennaio 2023

AVATAR: LA VIA DELL'ACQUA, SCOMMESSA VINTA PER JAMES CAMERON

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2022
192'
Regia: James Cameron
Con: Sam Worthington, Zoe Saldana, Stephen Lang, Sigourney Weaver, Giovanni Ribisi, Kate Winslet, Edie Falco, Cliff Curtis, Britain Dalton, Jamie Flatters, Bailey Bass, Jemaine Clement, Jack Champion.

Pandora.

Jake Sully (Worthington) - che ormai ha scelto definitivamente di essere Na'vi - e Neytiri (Saldana) hanno messo su famiglia: hanno avuto tre figli (due maschi e una femmina) e ne hanno adottato un'altra.

La famiglia vive felice, fino a quando fanno ritorno gli uomini, decisi più che mai a colonizzare il pianeta, anche perché la Terra sta diventando invivibile.

Jake si mette così a capo della resistenza agli invasori, creando loro non pochi problemi e grattacapi.

Tra gli arrivati c'è però il colonnello Quaritch (Lang) che, sotto forma di Avatar, darà la caccia all'ex sottoposto e ai suoi cari per vendicarsi.

I Sully saranno costretti a fuggire e troveranno rifugio presso un clan indigeno della costa, che vive a stretto contatto con il mare e i suoi abitanti.

Ma quanto potrà durare la tranquillità?


Sono passati ben 13 anni da Avatar, il film che ha incassato di più nella storia del cinema (si è ripreso lo scettro solo un annetto fa, spodestando il più recente Avengers: Endgame).

Un bel rischio che si è preso James Cameron, visto il tanto tempo passato: dal 2009 sono cambiate molte cose, dai gusti alle abitudini del pubblico, dal successo delle piattaforme di streaming alla crisi nera del cinema.

Avatar sembrava aver fatto il suo tempo: è il classico film da vedere al cinema su uno schermo gigante e quindi era già da un po' che non se ne sentiva più parlare; gli annunciati seguiti sono stati rimandati nel corso degli anni (e la pandemia da covid-19 non ha aiutato); del regista si erano quasi perse le tracce; i trailer di Avatar-La Via dell'Acqua, lungamente attesi, avevano entusiasmato i fan più fedeli del primo capitolo, ma avevano incontrato anche qualche perplessità.

Insomma, i presagi non erano dei migliori.

Eppure...

Un consiglio: mai sottovalutare James Cameron!

Al momento in cui stiamo scrivendo, Avatar 2 si sta dimostrando un successo clamoroso, il miracolo che ha riportato la gente al cinema: basti pensare che, attualmente, è il sesto film che ha incassato di più nella storia (appena superato Spider-Man: No Way Home).

I segreti del trionfo?

Sicuramente una storia accattivante e coinvolgente (anche emotivamente), con abbondanti dosi di ambientalismo, spiritualità, rispetto della natura.

Ma anche personaggi azzeccati: ripresi quelli principali del primo film - ringrazieranno Sam Worthington ( Le Paludi della Morte e poco altro, dopo il successo del primo film), Stephen Lang (noi di CINEMA A BOMBA! lo ricordiamo solo per Uncharted Fan Film), Zoe Saldana (che ormai sembrava intrappolata nel personaggio di Gamora in Guardiani della Galassia) - e affiancati da nuovi (c'è anche Kate Winslet, che è tornata a lavorare con Cameron dopo Titanic!), ben pensati, con i figli adolescenti di Jake Sully e Neytiri che sono di fatto i veri protagonisti (un azzardo; ben ripagato però).

E poi ancora un ritmo serrato, che fa scorrere via veloce le oltre tre ore di durata, effetti visivi stupefacenti, un'ambientazione marina veramente molto suggestiva...

Il fatto è che Cameron conosce bene i gusti del pubblico e si è profuso in un immane sforzo produttivo per dare corpo alla sua personale immaginazione, senza lesinare risorse.

E il pubblico ha risposto con un imponente passaparola, uscendo dalla sala spesso soddisfatto ed entusiasta - molti addirittura sospirando sconsolati di non poter vivere in un paradiso selvaggio e incontaminato come Pandora.

Missione compiuta per James Cameron!

Il cinema aveva bisogno del suo ritorno.

E ora...

Appuntamento a dicembre 2023 per Avatar 3.

Non vediamo già l'ora!

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mercoledì 14 dicembre 2022

I CLASSICI: AVATAR, BALLA COI PUFFI

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA/UK, 2009
162'
Regia: James Cameron
Con: Sam Worthington, Zoe Saldana, Stephen Lang, Sigourney Weaver, Michelle Rodriguez, Giovanni Ribisi, Wes Studi.


In un futuro immaginario, l'invalido ex marine Sully (Worthington) viene fatto infiltrare - per mezzo di un avatar - tra i Na'vi, una popolazione di giganteschi umanoidi blu che vivono su Pandora, un pianeta immerso nella natura.

Lo spietato colonnello Quaritch (Lang) e la compagnia interplanetaria che rappresenta lo hanno inviato lì perché ottenga informazioni per un eventuale attacco militare.

Il loro obiettivo è infatti mettere le amani sull'unobtainium, un cristallo altamente energetico e prezioso, il cui principale giacimento è proprio sotto l'Albero-Casa dei nativi.

Al giovane militare cominciano però a venire degli scupoli di coscienza, anche perché col passare del tempo si affeziona ai Na'vi, in particolare alla coraggiosa principessa Neytiri (Saldana)...


A James Cameron piace fare le cose in grande.
Lo stesso uomo che 12 anni prima aveva battuto ogni record di incassi con Titanic - a propria volta superando Terminator 2, un'altra sua pellicola - ha voluto realizzare un altro film da antologia.

Un budget mostruoso (387 milioni di dollari), diversi anni di lavorazione per affinare gli effetti speciali in 3D, un esperto assoldato per creare da zero un linguaggio coerente per far parlare gli alieni, 7 mesi e mezzo di riprese tra motion capture e live action.

Risultato: quasi 3 miliardi di dollari (!) di incassi che l'hanno reso il film di maggior successo nella storia del cinema (record ancora conteso da Avengers: Endgame), 3 Oscar tecnici e il plauso unanime di critici e addetti ai lavori.
Tra questi anche un signore di nome Steven Spielberg, che è arrivato a paragonarlo a Star Wars dell'amico George Lucas.

Se la trama vi suona molto simile a quella di Balla coi Lupi non sbagliate: James ha preso di peso la struttura narrativa del celebre western di Kevin Costner e l'ha riadattata con poche varianti (tra queste i puffoni blu al posto dei pellerossa).
Anche la presenza - in entrambe le opere - del caratterista Wes Studi non sembra una coincidenza.

Ma questo è l'unico elemento non originale di una pellicola altresì innovativa, coinvolgente ed emozionante, in cui il 3D una volta tanto è un valore aggiunto e non un orpello velleitario.
Un'esperienza pressoché unica nella storia del cinema.

Notevole anche il cast di "saranno famosi": da Saldana (Gamora dei Guardiani della Galassia) a Lang (lo ricordate in Uncharted Fan Film?), passando per il protagonista Worthington (un paio di anni più tardi lo avremmo rivisto in Le Paludi della Morte).

Mentre scriviamo è in uscita il primo dei due seguiti girati back-to-back, sul modello de Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit di Peter Jackson.
Un gap di 13 anni che è servito al regista per migliorare ulteriormente le proprie tecniche e presentarsi con un prodotto ambiziosamente al livello delle (altissime) aspettative.

Ma è davvero così? La Via dell'Acqua e il capitolo successivo sono/saranno davvero degni del capostipite?
L'ultima parola spetta solo al tempo e agli spettatori.


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lunedì 8 maggio 2017

GUARDIANI DELLA GALASSIA VOL. 2, SPAZIO ALLE RISATE

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 

USA, 2017
136'
Regia: James Gunn
Interpreti: Chris Pratt, Zoe Saldana, Dave Bautista, Michael Rooker, Karen Gillan, Pom Klementieff, Kurt Russell, Sylvester Stallone; voci originali di Bradley Cooper e Vin Diesel


I Guardiani della Galassia - che, ricordiamo, sono l'umano Peter Quill/Star-Lord (Pratt), gli alieni Gamora (Saldana) e Drax il Distruttore (Bautista), il procione antropomorfo Rocket Racoon e l'uomo-albero (anzi, bimbo-albero) Groot (in originale, le voci sono rispettivamente di Bradley Cooper e Vin Diesel) - sono ingaggiati per difendere delle potenti e preziose batterie dalle mire di un mostro pluritentacolato intergalattico.

Ma le cose non vanno come previsto e il gruppo sarà costretto a fuggire dai propri datori di lavoro.

Nella fuga, Peter incontra Ego (Russell), suo padre, una sorta di dio in grado di creare pianeti.
Il rapporto tra i due non sarà idilliaco, e a farne le spese potrebbe essere l'intero universo.






Bissare il successo di un film popolare è sempre arduo, per un seguito, e la sfida che doveva affrontare Guardiani della Galassia Vol. 2 era particolarmente impegnativa.

Perché doveva confrontarsi sia con il capitolo precedente, sia con un altro temibile concorrente di casa Marvel - quel Deadpool che ha fatto ridere milioni di spettatori in tutto il mondo con le sue battute politicamente scorrette e sessualmente esplicite.
Ovvero due pellicole che, pur non diventando campionesse d'incassi, hanno già raggiunto lo status di cult con risultati al botteghino più che lusinghieri.

Abbiamo visto che nell'universo della Casa delle Idee i "secondi capitoli", per quanto dignitosi, non risultano quasi mai al livello degli originali.

Ciò vale, infatti, per Spider-Man, I Fantastici Quattro, Iron Man, Capitan America (che però può vantare un sequel, Captain America: Civil War, superiore al capostipite) e Avengers, mentre gli X-Men e Hulk (perché il primo capitolo non è proprio riuscito) rappresentano un'eccezione.

Anche questo film rispetta la regola?
A voi la sentenza.

La trama è un po' scema: dà l'idea di essere solo un pretesto; il personaggio interpretato da Kurt Russell è assurdo; il rapporto tra le due sorelle Gamora e Nebula non è interessante; le canzoni (anni Ottanta, questa volta) scelte come colonna sonora non sono efficaci e non lasciano il segno come nel precedente.

Ma dall'altra parte, la sceneggiatura è ricca di battute e situazioni brillanti e divertenti (si ride, parecchio); i protagonisti sono sempre simpatici - Baby Groot è irresistibile (prevediamo invasione di pupazzetti...), Rocket ha un po' meno spazio ma non perde il suo spirito caustico, come Star-Lord, mentre persino il grosso Drax riesce a strappare parecchie risate; la regia è vivace; gli effetti speciali risultano esuberanti e fantasiosi.






Apprezzabile anche l'aver dato rilievo al personaggio di Yondu, interpretato dal bravo caratterista Michael Rooker, che forse ricorderete nello spassoso cortometraggio Cameo School a fianco di Stan Lee.

A proposito dell'anziano fumettista: qui si prende il lusso di comparire due volte (la seconda in una delle ben 5 scene post credits) nei panni di un astronauta che dice di aver lavorato come corriere per la Fed-Ex (ossia il suo ruolo in Captain America: Civil War. Che il suo, in realtà, sia un personaggio ricorrente? Chissà...).

Interessanti, poi, le presenze del vincitore del Golden Globe e candidato all' Oscar Sylvester Stallone (entrerà a far parte stabilmente del mondo Marvel?), Miley Cyrus (solo nella versione originale: presta la voce ad una macchina), Howard il Papero (alla seconda comparsata, dopo il primo GdG. A quando un film dedicato a questo bizzarro eroe dei fumetti? È vero, nel 1986 avevano fatto Howard e il Destino del Mondo, ma non era quel che si dice un capolavoro...) e dei Guardiani della Galassia originali (ne avevamo parlato qui. Riusciranno a trovare un posticino nel prosieguo della saga?).

Insomma, i fan di stretta osservanza saranno deliziati dalle citazioni e dalle tante Easter eggs (i piccoli riferimenti al mondo Marvel); tutti gli altri si potranno godere una pellicola di intrattenimento che assolve il proprio compito in modo egregio, pur senza tante pretese né soverchie ambizioni.

Epica, azione, ritmo incalzante e alleggerimento umoristico ben bilanciati: James Gunn & C. hanno trovato la formula giusta per far apprezzare a tutti questa improbabile squadra di simpatiche canaglie.

Se la prossima volta si continuerà su questa strada e si correggeranno gli errori più gravi - in futuro sarebbe meglio una trama meno squinternata - non ce ne sarà per nessuno!

P.S. A noi, tutto sommato, è piaciuto di più il primo episodio.
Ma voi cosa ne pensate?
Fateci sapere.

P.P.S I Guardiani torneranno nell'ormai affollatissimo Avengers: Infinity War, insieme agli Avengers al completo (ovvio), ma anche a Spider-Man, Ant-Man, Dottor Strange...
Date le premesse, sarà mica il film Marvel più figo di sempre?!?




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giovedì 20 aprile 2017

MARVEL. GUARDIANI DELLA GALASSIA, GLI AVENGERS CASINARI

Guardiani della Galassia a confronto: dall'alto, una copertina del fumetto e la locandina del film.  


Cominciamo con una notizia shock.

Chi di voi ha già visto lo spassoso film omonimo diretto da James Gunn sa che i Guardiani della Galassia sono Star-Lord (pseudonimo del furfante terrestre Peter Quill), Rocket Racoon (un procione fin troppo parlante), Groot (una sorta di uomo-albero che sa dire solo "Io sono Groot!"), Gamora (bella guerriera dalla pelle verde) e Drax il Distruttore (energumeno che non capisce i giochi di parola e i modi di dire).

Beh, sappiate che nessuno di loro faceva parte della versione originale del fumetto!
La squadra, creata nel 1969 da Arnold Drake (testi) e Gene Colan (disegni) - strano, per una volta non c'entra Stan Lee - era infatti composta dall'astronauta terrestre chiamato Maggiore Victory, dal plutoniano di cristallo Martinex T'Naga, dal soldato di Giove Captain Charlie-27 e dall'alieno dalla pelle blu Yondu Udonta (che in realtà compare anche nella pellicola, ma è praticamente un personaggio diverso: è quello interpretato dal grande Michael Rooker).

Le storie erano più "serie" e questo era il loro aspetto:


Che fine hanno fatto questi personaggi?
Il loro iniziale scarso successo non ha contribuito a renderli popolari presso il grande pubblico, così essi sono stati via via accantonati, fino ad un tentativo di rilancio negli Anni Novanta.

È solo però nel 2008 che la formazione dei Guardiani che conosciamo adesso si comincia a formare e diventa meno "seria": provenienti dalla saga a fumetti Annihilation Conquest sono stati introdotti Star-Lord, Drax, Gamora, Rocket e Groot, insieme ad altri.

Infine, con il film del 2014 la notorietà del gruppo decolla definitivamente.






Guardiani della Galassia (2014)


Il trailer di Guardiani della Galassia.

Partito un po' in sordina (i personaggi non sono certi tra i più conosciuti), grazie al passaparola hanno suscitato un interesse e poi un entusiasmo sempre crescenti, tanto è vero che il seguito, previsto per quest'anno, è oggetto di un'attesa spasmodica.

La carica dissacrante è uno dei motivi del successo dei film - il successivo Deadpool confermerà che la Marvel piace anche perché è capace di non prendersi troppo sul serio.

È vero, siamo abituati a supereroi tutti di un pezzo come Capitan America e Thor, con super poteri come X-Men, Spider-Man e Hulk, i Fantastici Quattro, con grandi abilità come DareDevil e Iron Man.

La squadra dei Guardiani della Galassia, invece, è composta da furfantelli - se non proprio da criminali - senza capacità particolari che si uniscono per caso e per motivazioni molto venali.

Star-Lord - il ruolo che ha spinto il cicciottello Chris Pratt a mettere su muscoli e gli ha permesso di diventare uno degli attori più richiesti degli ultimi anni - è l'irriverente leader del gruppo, un umano rapito dagli alieni da bambino che ama ascoltare la musica Anni Settanta da un walkman regalatogli dalla madre morente.

Il ladruncolo si impossessa di una misteriosa sfera, voluta fortemente anche dal crudele e ambizioso Ronan (Lee Pace), che invia in missione la guerriera Gamora (Zoe Saldana).

Rocket e il socio Groot (in originale, con le voci, rispettivamente, del candidato all' Oscar per American Sniper Bradley Cooper e di Vin Diesel) sono cacciatori di taglie senza scrupoli - soprattutto il primo, un procione molto politicamente scorretto, dispettoso e caustico.

Drax (il wrestler Dave Bautista) è invece un forzutissimo carcerato in cerca di vendetta nei confronti di Ronan.

Contro quest'ultimo, i nostri uniranno le proprie forze e salveranno il pianeta Xandar dalle sue mire distruttive, non senza l'estremo sacrificio di uno di essi (con buffa sorpresa finale, che alleggerisce di molto il suo destino e promette bene in chiave futura).

Il tutto in un crescendo di azione, con effetti speciali funzionali e non eccessivamente invadenti, un tocco di levità e tante ironia e risate.
E una bella dose di musica anni Settanta che non guasta.

Insomma, questi Guardiani sono praticamente degli Avengers in versione ancora più scanzonata e "casinara".
Oppure una Suicide Squad più interessante e riuscita.

Grande merito del riuscitissimo mix di tanti elementi va riconosciuto, oltre ai simpatici interpreti, anche al regista, James Gunn.

Questi, precedentemente autore di due film non esattamente memorabili e sceneggiatore di due pellicole dedicate a Scooby-Doo e del remake di L'Alba dei Morti Viventi firmato dall'autore di 300 e Batman v Superman Zack Snyder, è invece forse noto al pubblico per la sua partecipazione al reality show Scream Queens.

Curriculum non molto esaltante, se vogliamo; ma nonostante tutto egli si è dimostrato all'altezza del compito offertogli.
Anzi, si può affermare che la sua regia frizzante e briosa abbia contribuito non poco a rendere il prodotto finale apprezzato anche da chi non è proprio un fan del genere supereroistico.

Bene hanno fatto i produttori a fargli dirigere anche il seguito.






Guardiani della Galassia Vol. 2 (2017)


Il trailer di Guardiani della Galassia Vol. 2

Il secondo capitolo dedicato alla sgangherata banda è ormai prossimo all'uscita (il 25 Aprile supponiamo che ci saranno lunghe file ai botteghini).

Non vogliamo anticipare niente per non rovinarvi la sorpresa, ma possiamo solo notare che ci sono nuovi personaggi.
E che il cast si è arricchito di due superstar come Kurt Russell e Sylvester Stallone.

E l'immancabile Stan Lee? Ci aspettiamo una brillante apparizione, dopo lo spassoso cameo nel film precedente (un arzillo anzianotto che cerca di tacchinare una bella ragazza).
Probabilmente non ci deluderà.

E speriamo non ci deluda neppure questo seguito: saprà ricreare la freschezza e l'irriverenza giocosa del precedente?

Non ci resta che aspettare ancora qualche giorno per saperlo.





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