CINEMA A BOMBA!

martedì 4 marzo 2025

OSCAR 2025. S'È FATTA UNA CERTA (AN)ORA

(Dall'alto: Sean Baker con le sue 4 statuette; attrici e attori coi rispettivi Oscar; una scena di Flow, premiato come miglior cartone).


Come si può evincere andando a rileggersi i nostri pronostici, anche quest'anno - modestia a parte - avevamo previsto (quasi) tutto.

Il che non significa che siano mancate le sorprese, anzi.
Confrontando il verdetto di questi Academy Awards con quello dei Golden Globe di poco precedenti, è facile notare come l'uno non abbia confermato l'altro, con qualche eccezione.

Certo, le vittorie di Zoe Saldana e Kieran Culkin come non protagonisti erano scontate (a proposito: complimenti a Gamora dei Guardiani della Galassia e a Fuller di Mamma ho Perso l'Aereo!), quella di Adrien Brody no.

Per conquistare la 2a statuetta della propria carriera, il protagonista di The Brutalist (ma lo ricordiamo anche per Grand Budapest Hotel e Midnight in Paris) ha combattuto fino all'ultimo round contro Timothée Chalamet/Bob Dylan di A Complete Unknown.

Il biopic diretto dal regista dell'ultimo Indiana Jones - James Mangold - ci era piaciuto molto e pensiamo sinceramente che avrebbe meritato di più.

Le stesse aspettative che evidentemente aveva su se stessa la rediviva Demi Moore, il cui sorriso è sparito quando al suo posto è stata chiamata la giovane Mikey Madison di Anora (l'attrice di C'era una Volta... a Hollywood è stata una delle rivelazioni della serata).

E a proposito di delusioni, come si sentirà Diane Warren? La navigata songwriter americana ha collezionato 16 candidature - di cui 6 consecutive - tutte andate a vuoto!
Anziché alla sua canzone, l'Academy ha preferito dare un contentino a Emilia Pérez.

E qui veniamo al film che è stato il grande sconfitto della Notte delle Stelle.
Partito forte grazie ai Globes e alle 13 nomination ottenute, nel giro di poche settimane il musical francese è passato dall'essere il favorito all'essere il più odiato.

Colpa di una clamorosa campagna d'odio online che ha investito sia la protagonista transgender Karla Sofía Gascón sia la pellicola stessa: la prima a causa di una serie di dichiarazioni discutibili; la seconda perché ritenuta irrispettosa nei confronti degli ispanici (è ambientata in Messico), delle vittime dei narcos e - ironia della sorte - della stessa comunità trans.

Chi invece è tornato a casa a testa alta è Flow, lungometraggio d'animazione muto che batte bandiera lettone(!) e da buon Davide ha sconfitto Golia, cioé la corazzata Disney che col seguito di Inside Out sperava di interrompere un digiuno da Oscar che dura dal 2021.

Idem si può dire di No Other Land, documentario israelo-palestinese la cui vittoria nella categoria è una speranza di pace per la striscia di terra più martoriata del Medioriente.
I membri dell'Academy sono stati coraggiosi a premiare un'opera che denuncia apertamente le brutalità dei fanatici sionisti, alleati storici dei vari governi USA.

Infine, veniamo ai grandi vincitori della serata: Sean Baker e il suo Anora.
Nonostante la Palma d'Oro a Cannes 2024, chi avrebbe scommesso fino a qualche settimana fa che questo autore indie si sarebbe messo in saccoccia 4 dei 5 Oscar vinti dal suo lungometraggio (oltra a film e regia, anche sceneggiatura e montaggio)?

Anora, una sorta di anti- Pretty Woman arricchita dall'interpretazione convincente della Madison, è stata la sorpresa che tanti non hanno visto arrivare.
Tanti, ma non CINEMA A BOMBA!


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lunedì 3 marzo 2025

OSCAR 2025. I VINCITORI



Quest'anno abbiamo azzeccato 21 previsioni su 23: anche quest'anno niente male, vero?

E ad aver pronosticato più premi è stato... Federico! Ben 15.

Il vincitore della serata è stato indubbiamente Sean Baker: il cineasta ha portato a casa personalmente ben quattro statuette.

E che statuette! Film (Anora), regia, sceneggiatura originale, montaggio.

Una serata memorabile per lui.

In attesa del nostro post di commento, ecco i vincitori categoria per categoria.

Miglior film
Anora, regia di Sean Baker - FRA, FEDE
The Brutalist, regia di Brady Corbet
A Complete Unknown, regia di James Mangold - ANG
Dune - Parte due, regia di Denis Villeneuve
Conclave, regia di Edward Berger
Emilia Pérez, regia di Jacques Audiard
Io sono ancora qui, regia di Walter Salles
Nickel Boys, regia di RaMell Ross
The Substance, regia di Coralie Fargeat
Wicked, regia di Jon M. Chu

Miglior regista
Jacques Audiard – Emilia Pérez
Sean Baker – Anora - FRA, ANG
Brady Corbet – The Brutalist - FEDE
Coralie Fargeat – The Substance
James Mangold – A Complete Unknown

Miglior attrice protagonista
Cynthia Erivo – Wicked
Karla Sofía Gascón – Emilia Pérez - ANG
Mikey Madison – Anora
Demi Moore – The Substance - FRA, FEDE
Fernanda Torres – Io sono ancora qui

Miglior attore protagonista
Adrien Brody – The Brutalist - FRA
Timothée Chalamet – A Complete Unknown - FEDE
Colman Domingo – Sing Sing - ANG
Ralph Fiennes – Conclave
Sebastian Stan – The Apprentice

Miglior attrice non protagonista
Monica Barbaro – A Complete Unknown
Ariana Grande – Wicked
Felicity Jones – The Brutalist
Isabella Rossellini – Conclave
Zoe Saldana – Emilia Pérez - FRA, FEDE, ANG

Miglior attore non protagonista
Jurij Borisov – Anora
Kieran Culkin – A Real Pain - FRA, FEDE
Edward Norton – A Complete Unknown
Guy Pearce – The Brutalist - ANG
Jeremy Strong – The Apprentice

Migliore sceneggiatura originale
Sean Baker – Anora - FRA, FEDE
Moritz Binder, Tim Fehlbaum e Alex David – September 5-La Diretta che cambiò la Storia
Brady Corbet e Mona Fastvold – The Brutalist - ANG
Jesse Eisenberg – A Real Pain
Coralie Fargeat – The Substance

Migliore sceneggiatura non originale
Jacques Audiard, Thomas Bidegain, Léa Mysius e Nicolas Livecchi – Emilia Pérez
Greg Kwedar, Clint Bentley, Clarence Maclin e John "Divine G" Whitfield – Sing Sing
James Mangold e Jay Cocks – A Complete Unknown - ANG
RaMell Ross e Joslyn Barnes – Nickel Boys
Peter Straughan – Conclave - FRA, FEDE

Miglior film internazionale
Emilia Pérez, regia di Jacques Audiard (Francia) - FEDE
Flow - Un Mondo da Salvare, regia di Gints Zilbalodis (Lettonia)
Io sono ancora qui, regia di Walter Salles (Brasile) - FRA
Pigen med nålen, regia di Magnus von Horn (Danimarca)
Il Seme del Fico Sacro, regia di Mohammad Rasoulof (Germania) - ANG

Miglior film d'animazione
Flow - Un Mondo da Salvare, regia di Gints Zilbalodis - FEDE, ANG
Inside Out 2, regia di Kelsey Mann
Memoir of a Snail, regia di Adam Elliot
Il Robot Selvaggio (The Wild Robot), regia di Chris Sanders - FRA
Wallace & Gromit - Le Piume della Vendetta, regia di Nick Park e Merlin Crossingham

Miglior colonna sonora originale
Volker Bertelmann – Conclave
Daniel Blumberg – The Brutalist - FRA
Kris Bowers – Il Robot Selvaggio (The Wild Robot)
Camille e Clément Ducol – Emilia Pérez
John Powell e Stephen Schwartz – Wicked - FEDE, ANG

Miglior canzone originale
The Journey (testo e musica: Diane Warren) – The Six Triple Eight - FRA
Like a Bird (testo e musica: Abraham Alexander, Adrian Quesada) – Sing Sing
El mal (testo: Clément Ducol, Camille, Jacques Audiard – musica: Clément Ducol, Camille) – Emilia Pérez - FEDE
Mi camino (testo e musica: Clément Ducol, Camille) – Emilia Pérez - ANG
Never Too Late (testo e musica: Elton John, Brandi Carlile, Andrew Watt, Bernie Taupin) – Elton John: Never Too Late

Miglior montaggio
Sean Baker – Anora - ANG
Dávid Jancsó – The Brutalist - FEDE
Nick Emerson – Conclave - FRA
Myron Kerstein – Wicked
Juliette Welfling – Emilia Pérez

Miglior scenografia
Judy Becker (scenografia) e Patricia Cuccia (arredamento) – The Brutalist - FRA, FEDE
Nathan Crowley (scenografia) e Lee Sandales (arredamento) – Wicked - ANG
Suzie Davies (scenografia) e Cynthia Sleiter (arredamento) – Conclave
Craig Lathrop (scenografia) e Beatrice Brentnerová (arredamento) – Nosferatu
Patrice Vermette (scenografia) e Shane Vieau (arredamento) – Dune: Parte 2

Miglior fotografia
Jarin Blaschke – Nosferatu
Lol Crawley – The Brutalist - FRA, FEDE
Greig Fraser – Dune: Parte 2 - ANG
Paul Guilhaume – Emilia Pérez
Edward Lachman – Maria

Migliori costumi
Lisy Christl – Conclave - ANG
Linda Muir – Nosferatu
Arianne Phillips – A Complete Unknown
Paul Tazewell – Wicked - FRA, FEDE

Miglior trucco e acconciatura
Julia Floch Carbonel, Emmanuel Janvier e Jean-Christophe Spadaccini – Emilia Pérez
Frances Hannon, Laura Blount e Sarah Nuth – Wicked - FRA
Mike Marino, David Presto e Crystal Jurado – A Different Man
Pierre-Oliver Persin, Stéphanie Guillon e Marilyne Scarselli – The Substance - FEDE
David White, Traci Loader e Suzanne Stokes-Munton – Nosferatu - ANG

Migliori effetti speciali
Eric Barba, Nelson Sepúlveda-Fauser, Daniel Macarin e Shane Mahan – Alien: Romulus
Pablo Helman, Jonathan Fawkner, David Shirk e Paul Corbould – Wicked
Paul Lambert, Stephen James, Rhys Salcombe e Gerd Nefzer – Dune: Parte 2 - FRA, FEDE
Luke Millar, David Clayton, Keith Herft e Peter Stubbs – Better Man - ANG
Erik Winquist, Stephen Unterfranz, Paul Story e Rodney Burke – Il Regno del Pianeta delle Scimmie

Miglior sonoro
Simon Hayes, Nancy Nugent Title, Jack Dolman, Andy Nelson e John Marquis – Wicked - FRA
Gareth John, Richard King, Ron Bartlett e Doug Hemphill – Dune: Parte 2 - FEDE, ANG
Erwan Kerzanet, Aymeric Devoldère, Maxence Dussère, Cyril Holtz e Niels Barletta – Emilia Pérez
Tod A. Maitland, Donald Sylvester, Ted Caplan, Paul Massey e David Giammarco – A Complete Unknown
Randy Thom, Brian Chumney, Gary A. Rizzo e Leff Lefferts – Il Robot Selvaggio

Miglior documentario
Black Box Diaries, regia di Shiori Itō
No Other Land, regia di Basel Adra, Yuval Abraham, Rachel Szor ed Hamdan Ballal - FEDE
Porcelain War, regia di Brendan Bellomo e Slava Leont'jev - FRA
Soundtrack to a Coup d'Etat, regia di Johan Grimonprez
Sugarcane, regia di Julian Brave NoiseCat e Emily Kassie - ANG

Miglior cortometraggio documentario
Death by Numbers, regia di Kim A. Snyder - ANG
I Am Ready, Warden, regia di Smriti Mundhra - FRA
Incident, regia di Bill Morrison
Instruments of a Beating Heart, regia di Ema Ryan Yamazaki
The Only Girl in the Orchestra, regia di Molly O'Brien - FEDE

Miglior cortometraggio
A Lien, regia di Sam e David Cutler-Kreutz
Anuja, regia di Adam J. Graves - FRA
Čovjek koji nije mogao šutjeti, regia di Nebojša Slijepčević
I'm not a Robot, regia di Victoria Warmerdam - ANG
The Last Ranger, regia di Cindy Lee - FEDE

Miglior cortometraggio d'animazione
Amedama, regia di Daisuke Nishio - ANG
Beautiful Men, regia di Nicolas Keppens - FRA
Beurk!, regia di Loïc Espuche
Dar sāye sarv, regia di Hossein Molayemi e Shirin Sohani
Wander to Wonder, regia di Nina Gantz - FEDE


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sabato 1 marzo 2025

OSCAR 2025. LE NOSTRE PREVISIONI



L'edizione numero 97 degli Academy Awards - meglio conosciuti come Premi Oscar - si terrà domenica.
Un'appuntamento imperdibile per qualsiasi cinefilo degno di questo titolo, e noi di CINEMA A BOMBA non facciamo eccezione (ovvio).

Come ogni anno, anche stavolta ci sbilanceremo cercando di indovinare chi vincerà nelle varie categorie.
Di solito ci azzecchiamo o ci andiamo molto vicino: nel 2024 abbiamo indovinato 22 nomination su 23, tanto per dire...

Questa volta i pronostici sono decisamente più difficili e incerti, ma ci proveremo lo stesso.
Un "giochino" che vorremmo condividere con voi: scriveteci le vostre previsioni nei commenti!

Nel frattempo, qui sotto trovate l'elenco completo della candidature: cliccate sui link - specie quelli in grassetto - per maggiori approfondimenti.
In bocca al lupo e via il lupo!


Miglior film
Anora, regia di Sean Baker - FRA, FEDE
The Brutalist, regia di Brady Corbet
A Complete Unknown, regia di James Mangold - ANG
Dune - Parte due, regia di Denis Villeneuve
Conclave, regia di Edward Berger
Emilia Pérez, regia di Jacques Audiard
Io sono ancora qui, regia di Walter Salles
Nickel Boys, regia di RaMell Ross
The Substance, regia di Coralie Fargeat
Wicked, regia di Jon M. Chu

Miglior regista
Jacques Audiard – Emilia Pérez
Sean Baker – Anora - FRA, ANG
Brady Corbet – The Brutalist - FEDE
Coralie Fargeat – The Substance
James Mangold – A Complete Unknown

Miglior attrice protagonista
Cynthia Erivo – Wicked
Karla Sofía Gascón – Emilia Pérez - ANG
Mikey Madison – Anora
Demi Moore – The Substance - FRA, FEDE
Fernanda Torres – Io sono ancora qui

Miglior attore protagonista
Adrien Brody – The Brutalist - FRA
Timothée Chalamet – A Complete Unknown - FEDE
Colman Domingo – Sing Sing - ANG
Ralph Fiennes – Conclave
Sebastian Stan – The Apprentice

Miglior attrice non protagonista
Monica Barbaro – A Complete Unknown
Ariana Grande – Wicked
Felicity Jones – The Brutalist
Isabella Rossellini – Conclave
Zoe Saldana – Emilia Pérez - FRA, FEDE, ANG

Miglior attore non protagonista
Jurij Borisov – Anora
Kieran Culkin – A Real Pain - FRA, FEDE
Edward Norton – A Complete Unknown
Guy Pearce – The Brutalist - ANG
Jeremy Strong – The Apprentice

Migliore sceneggiatura originale
Sean Baker – Anora - FRA, FEDE
Moritz Binder, Tim Fehlbaum e Alex David – September 5-La Diretta che cambiò la Storia
Brady Corbet e Mona Fastvold – The Brutalist - ANG
Jesse Eisenberg – A Real Pain
Coralie Fargeat – The Substance

Migliore sceneggiatura non originale
Jacques Audiard, Thomas Bidegain, Léa Mysius e Nicolas Livecchi – Emilia Pérez
Greg Kwedar, Clint Bentley, Clarence Maclin e John "Divine G" Whitfield – Sing Sing
James Mangold e Jay Cocks – A Complete Unknown - ANG
RaMell Ross e Joslyn Barnes – Nickel Boys
Peter Straughan – Conclave - FRA, FEDE

Miglior film internazionale
Emilia Pérez, regia di Jacques Audiard (Francia) - FEDE
Flow - Un Mondo da Salvare, regia di Gints Zilbalodis (Lettonia)
Io sono ancora qui, regia di Walter Salles (Brasile) - FRA
Pigen med nålen, regia di Magnus von Horn (Danimarca)
Il Seme del Fico Sacro, regia di Mohammad Rasoulof (Germania) - ANG

Miglior film d'animazione
Flow - Un Mondo da Salvare, regia di Gints Zilbalodis - FEDE, ANG
Inside Out 2, regia di Kelsey Mann
Memoir of a Snail, regia di Adam Elliot
Il Robot Selvaggio (The Wild Robot), regia di Chris Sanders - FRA
Wallace & Gromit - Le Piume della Vendetta, regia di Nick Park e Merlin Crossingham

Miglior colonna sonora originale
Volker Bertelmann – Conclave
Daniel Blumberg – The Brutalist - FRA
Kris Bowers – Il Robot Selvaggio (The Wild Robot)
Camille e Clément Ducol – Emilia Pérez
John Powell e Stephen Schwartz – Wicked - FEDE, ANG

Miglior canzone originale
The Journey (testo e musica: Diane Warren) – The Six Triple Eight - FRA
Like a Bird (testo e musica: Abraham Alexander, Adrian Quesada) – Sing Sing
El mal (testo: Clément Ducol, Camille, Jacques Audiard – musica: Clément Ducol, Camille) – Emilia Pérez - FEDE
Mi camino (testo e musica: Clément Ducol, Camille) – Emilia Pérez - ANG
Never Too Late (testo e musica: Elton John, Brandi Carlile, Andrew Watt, Bernie Taupin) – Elton John: Never Too Late

Miglior montaggio
Sean Baker – Anora - ANG
Dávid Jancsó – The Brutalist - FEDE
Nick Emerson – Conclave - FRA
Myron Kerstein – Wicked
Juliette Welfling – Emilia Pérez

Miglior scenografia
Judy Becker (scenografia) e Patricia Cuccia (arredamento) – The Brutalist - FRA, FEDE
Nathan Crowley (scenografia) e Lee Sandales (arredamento) – Wicked - ANG
Suzie Davies (scenografia) e Cynthia Sleiter (arredamento) – Conclave
Craig Lathrop (scenografia) e Beatrice Brentnerová (arredamento) – Nosferatu
Patrice Vermette (scenografia) e Shane Vieau (arredamento) – Dune: Parte 2

Miglior fotografia
Jarin Blaschke – Nosferatu
Lol Crawley – The Brutalist - FRA, FEDE
Greig Fraser – Dune: Parte 2 - ANG
Paul Guilhaume – Emilia Pérez
Edward Lachman – Maria

Migliori costumi
Lisy Christl – Conclave - ANG
Linda Muir – Nosferatu
Arianne Phillips – A Complete Unknown
Paul Tazewell – Wicked - FRA, FEDE

Miglior trucco e acconciatura
Julia Floch Carbonel, Emmanuel Janvier e Jean-Christophe Spadaccini – Emilia Pérez
Frances Hannon, Laura Blount e Sarah Nuth – Wicked - FRA
Mike Marino, David Presto e Crystal Jurado – A Different Man
Pierre-Oliver Persin, Stéphanie Guillon e Marilyne Scarselli – The Substance - FEDE
David White, Traci Loader e Suzanne Stokes-Munton – Nosferatu - ANG

Migliori effetti speciali
Eric Barba, Nelson Sepúlveda-Fauser, Daniel Macarin e Shane Mahan – Alien: Romulus
Pablo Helman, Jonathan Fawkner, David Shirk e Paul Corbould – Wicked
Paul Lambert, Stephen James, Rhys Salcombe e Gerd Nefzer – Dune: Parte 2 - FRA, FEDE
Luke Millar, David Clayton, Keith Herft e Peter Stubbs – Better Man - ANG
Erik Winquist, Stephen Unterfranz, Paul Story e Rodney Burke – Il Regno del Pianeta delle Scimmie

Miglior sonoro
Simon Hayes, Nancy Nugent Title, Jack Dolman, Andy Nelson e John Marquis – Wicked - FRA
Gareth John, Richard King, Ron Bartlett e Doug Hemphill – Dune: Parte 2 - FEDE, ANG
Erwan Kerzanet, Aymeric Devoldère, Maxence Dussère, Cyril Holtz e Niels Barletta – Emilia Pérez
Tod A. Maitland, Donald Sylvester, Ted Caplan, Paul Massey e David Giammarco – A Complete Unknown
Randy Thom, Brian Chumney, Gary A. Rizzo e Leff Lefferts – Il Robot Selvaggio

Miglior documentario
Black Box Diaries, regia di Shiori Itō
No Other Land, regia di Basel Adra, Yuval Abraham, Rachel Szor ed Hamdan Ballal - FEDE
Porcelain War, regia di Brendan Bellomo e Slava Leont'jev - FRA
Soundtrack to a Coup d'Etat, regia di Johan Grimonprez
Sugarcane, regia di Julian Brave NoiseCat e Emily Kassie - ANG

Miglior cortometraggio documentario
Death by Numbers, regia di Kim A. Snyder - ANG
I Am Ready, Warden, regia di Smriti Mundhra - FRA
Incident, regia di Bill Morrison
Instruments of a Beating Heart, regia di Ema Ryan Yamazaki
The Only Girl in the Orchestra, regia di Molly O'Brien - FEDE

Miglior cortometraggio
A Lien, regia di Sam e David Cutler-Kreutz
Anuja, regia di Adam J. Graves - FRA
Čovjek koji nije mogao šutjeti, regia di Nebojša Slijepčević
I'm not a Robot, regia di Victoria Warmerdam - ANG
The Last Ranger, regia di Cindy Lee - FEDE

Miglior cortometraggio d'animazione
Amedama, regia di Daisuke Nishio - ANG
Beautiful Men, regia di Nicolas Keppens - FRA
Beurk!, regia di Loïc Espuche
Dar sāye sarv, regia di Hossein Molayemi e Shirin Sohani
Wander to Wonder, regia di Nina Gantz - FEDE


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giovedì 20 febbraio 2025

OSCAR 2025. NOMINATION: ATTRICI E ATTORI

(Dall'alto: Zoe Saldana; Timothée Chalamet nei panni di Bob Dylan; Demi Moore; Sebastian Stan in versione Donald Trump).


Tradizionalmente, tra i post più apprezzati da chi legge CINEMA A BOMBA - almeno in termini di visualizzazioni - c'è quello relativo alle nomination legate alla recitazione!

Per capire chi vincerà gli Oscar in questa categoria una cosa utile può essere partire dai Golden Globe, benchè l'Academy distingua solo tra protagoniste/i e non, mentre i "globi" raddoppiano, separando film drammatici e commedie.

Ormai probabilmente eliminata dalla corsa Karla Sofía Gascón, sommersa dalle polemiche per alcuni discutibilissimi tweet, la sfida al femminile è tra Fernanda Torres e Demi Moore, guarda a caso proprio le attrici selezionate dalla stampa estera il mese scorso.
La prima è una rivelazione solo per chi non conosce la sua lunga carriera in Brasile; la seconda è tornata alla ribalta dopo essere quasi finita nel dimenticatoio.

Tra le non protagoniste invece non dovrebbe esserci storia: Zoe Saldana parte nettamente favorita.
A sfidare l'attrice del dittico di Avatar e della trilogia dei Guardiani della Galassia c'è però Isabella Rossellini, ex compagna storica del compianto David Lynch e unica candidatura tricolore di questa edizione.

Tra gli uomini l'esito è più incerto: la competizione sembrava tra la "sorpresa" Sebastian Stan e il redivivo Adrien Brody, ma tra il Soldato d'Inverno e il premio Oscar per The Pianist potrebbe insinuarsi... Bob Dylan!
Dopo aver visto Timothée Chalamet nei panni del grande artista folk in A Complete Unknown, ci resta difficile credere che possa essere qualcun'altro a vincere l'Oscar.

Il biopic diretto dal James Mangold di Indiana Jones 5 è ben rappresentato in queste categorie: oltre al protagonista di Wonka e Dune, hanno ricevuto una nomina anche Monica Barbato/Joan Baez e Edward Norton/Pete Seeger.
Quest'ultimo dovrebbe avere qualche chance, ma Kieran Culkin è quotatissimo, anche in virtù - indovinate un po' - del Globo d'Oro vinto per A Real Pain.

Insomma, la competizione è come sempre serratissima, ma per scoprire chi riuscirà a portarsi a casa la statuetta dovremo aspettare ancora un po'.
Nel frattempo leggete qui sotto tutti i nomi delle/dei candidate/i e continuate a seguirci!


Migliore attrice protagonista
Cynthia Erivo – Wicked
Karla Sofía Gascón – Emilia Pérez
Mikey Madison – Anora
Demi Moore – The Substance
Fernanda Torres – Io sono ancora qui

Migliore attore protagonista
Adrien Brody – The Brutalist
Timothée Chalamet – A Complete Unknown
Colman Domingo – Sing Sing
Ralph Fiennes – Conclave
Sebastian Stan – The Apprentice

Migliore attrice non protagonista
Monica Barbaro – A Complete Unknown
Ariana Grande – Wicked
Felicity Jones – The Brutalist
Isabella Rossellini – Conclave
Zoe Saldana – Emilia Pérez

Migliore attore non protagonista
Jurij Borisov – Anora
Kieran Culkin – A Real Pain
Edward Norton – A Complete Unknown
Guy Pearce – The Brutalist
Jeremy Strong – The Apprentice


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mercoledì 8 gennaio 2025

GOLDEN GLOBE 2025. I VINCITORI

(Da sinistra: Demi Moore, Kieran Culkin e Adrien Brody). 


Una delle domande che ritornano, con frequenza annuale, nel grande mondo del cinema è: i Golden Globe sono un'anticipazione degli Oscar?

Un tempo avremmo risposto di sì, ma negli ultimi anni c'è stata una sorta di inversione di tendenza, col risultato che quella dei premi assegnati dalla stampa estera è diventata una competizione a sé stante, piuttosto slegata dalle logiche politiche/economiche dell'Academy.

Ed è un bene: a giovarne sono infatti le pellicole stesse, che qui vengono premiate - l'impressione è questa, almeno - per meriti essenzialmente qualitativi.

Dalla serata è uscito vincitore il drammatico The Brutalist, racconto di un architetto scampato all'Olocausto, che si è aggiudicato i 3 premi più "pesanti": miglior film, regista e attore protagonista.

A tallonarlo troviamo Emilia Pérez, bizzarro musical che di globi se n'é portato a casa ben 4: miglior commedia, film straniero, attrice non protagonista e canzone.

Peccato che non abbiano trovato spazio film come A Complete Unknown (biopic su Bob Dylan diretto dal regista di Logan e Indiana Jones 5) e l'ottimo Dune - Parte 2 di Denis Villeneuve.
Anche il geniale Deadpool & Wolverine è rimasto a bocca asciutta, nonostante l'hype che l'accompagna.

Chi invece ha lasciato la cerimonia con un bel sorriso stampato in faccia è una coppia di interpreti che erano un po' finiti nel dimenticatoio: la rediviva Demi Moore, benché lasci perplessi la categoria in cui è stata incensata (miglior attrice in una commedia? Che cosa ci sarebbe di divertente nell'orrorifico The Substance?) e lo spilungone Adrien Brody, che oltre 20 anni fa vinse l'Oscar con The Pianist (in un ruolo molto simile a questo).

Gloria anche per due "supereroi": Zoe Saldana altri non è che Gamora dei Guardiani della Galassia, mentre conosciamo Sebastian Stan soprattutto come il Soldato d'Inverno degli Avengers.
Una bella soddisfazione per entrambi, che finalmente vengono riconosciuti come professionisti "seri", non solo interpreti di fumettosi blockbuster (una cosa simile era capitata l'anno scorso a Robert Downey Jr.).

E se stupisce positivamente la vittoria del cartone muto Flow (ma riuscirà a confermarsi agli Academy Awards contro la corazzata Disney?), la sconfitta dell'unica opera italiana in gara - l'acclamata Vermiglio - lascia un po' l'amaro in bocca.

Ma la strada verso gli Oscar è ancora lunga; nel frattempo, leggete qui sotto l'elenco dei vincitori e cliccate sui link che trovate!


Miglior film drammatico
The Brutalist, regia di Brady Corbet
A Complete Unknown, regia di James Mangold
Conclave, regia di Edward Berger
Dune - Parte 2, regia di Denis Villeneuve
Nickel Boys, regia di RaMell Ross
September 5, regia di Tim Fehlbaum

Miglior film commedia o musicale
Emilia Pérez, regia di Jacques Audiard
Anora, regia di Sean Baker
Challengers, regia di Luca Guadagnino
A Real Pain, regia di Jesse Eisenberg
The Substance, regia di Coralie Fargeat
Wicked, regia di Jon M. Chu

Miglior regista
Brady Corbet – The Brutalist
Jacques Audiard – Emilia Pérez
Sean Baker – Anora
Edward Berger – Conclave
Coralie Fargeat – The Substance
Payal Kapadiya – Amore a Mumbai

Migliore attore in un film drammatico
Adrien Brody – The Brutalist
Timothée Chalamet – A Complete Unknown
Daniel Craig – Queer
Colman Domingo – Sing Sing
Ralph Fiennes – Conclave
Sebastian Stan – The Apprentice

Migliore attrice in un film drammatico
Fernanda Torres – Ainda estou aqui
Pamela Anderson – The Last Showgirl
Angelina Jolie – Maria
Nicole Kidman – Babygirl
Tilda Swinton – La Stanza Accanto (The Room Next Door)
Kate Winslet – Lee

Migliore attore in un film commedia o musicale
Sebastian Stan – A Different Man
Jesse Eisenberg – A Real Pain
Hugh Grant – Heretic
Gabriel LaBelle – Saturday Night
Jesse Plemons – Kinds of Kindness
Glen Powell – Hit Man

Migliore attrice in un film commedia o musicale
Demi Moore – The Substance
Amy Adams – Nightbitch
Cynthia Erivo – Wicked
Karla Sofía Gascón – Emilia Pérez
Mikey Madison – Anora
Zendaya – Challengers

Migliore attore non protagonista
Kieran Culkin – A Real Pain
Jurij Borisov – Anora
Edward Norton – A Complete Unknown
Guy Pearce – The Brutalist
Jeremy Strong – The Apprentice
Denzel Washington – Il Gladiatore II

Migliore attrice non protagonista
Zoe Saldana – Emilia Pérez
Selena Gomez – Emilia Pérez
Ariana Grande – Wicked
Felicity Jones – The Brutalist
Margaret Qualley – The Substance
Isabella Rossellini – Conclave

Miglior film in lingua straniera
Emilia Pérez, regia di Jacques Audiard (Francia)
Amore a Mumbai, regia di Payal Kapadiya (USA/Francia/India)
Pigen med nålen, regia di Magnus von Horn (Polonia/Svezia/Danimarca)
Ainda estou aqui, regia di Walter Salles (Brasile)
Dāne-ye anjīr-e ma'ābed, regia di Mohammad Rasoulof (USA/Germania)
Vermiglio, regia di Maura Delpero (Italia)

Miglior film d'animazione
Flow - Un Mondo da Salvare, regia di Gints Zilbalodis
Inside Out 2, regia di Kelsey Mann
Memoir of a Snail, regia di Adam Elliot
Oceania 2, regia di Dave G. Derrick Jr., Jason Hand e Dana Ledoux Miller
Wallace & Gromit: Le Piume della Vendetta, regia di Nick Park e Merlin Grossingham
Il Robot Selvaggio, regia di Chris Sanders

Migliore sceneggiatura
Peter Straughan – Conclave
Jacques Audiard – Emilia Pérez
Sean Baker – Anora
Brady Corbet e Mona Fastvold – The Brutalist
Jesse Eisenberg – A Real Pain
Coralie Fargeat – The Substance

Migliore colonna sonora originale
Trent Reznor e Atticus Ross – Challengers
Volker Bertelmann – Conclave
Daniel Blumberg – The Brutalist
Kris Bowers – Il Robot Selvaggio
Clément Ducol e Camille – Emilia Pérez
Hans Zimmer – Dune - Parte 2

Migliore canzone originale
El mal (Clément Ducol, Camille e Jacques Audiard) – Emilia Pérez
Beautiful That Way (Andrew Wyatt, Miley Cyrus e Lykke Li) – The Last Showgirl
Compress / Repress (Trent Reznor, Atticus Ross e Luca Guadagnino) – Challengers
Forbidden Road (Robbie Williams, Freddy Wexler e Sacha Skarbek) – Better Man
Kiss the Sky (Delacey, Jordan K. Johnson, Stefan Johnson, Maren Morris, Michael Pollack e Ali Tamposi) – Il Robot Selvaggio
Mi camino (Clément Ducol e Camille) – Emilia Pérez

Miglior risultato al cinema e al box office
Wicked, regia di Jon M. Chu
Alien: Romulus, regia di Fede Álvarez
Beetlejuice Beetlejuice, regia di Tim Burton
Deadpool & Wolverine, regia di Shawn Levy
Il Gladiatore II, regia di Ridley Scott
Inside Out 2, regia di Kelsey Mann
Twisters, regia di Lee Isaac Chung
Il Robot Selvaggio, regia di Chris Sanders


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lunedì 10 ottobre 2022

BLONDE, NORMA JEANE VS. MARILYN

(Clicca sulla locandina per vedere il trailer). 



USA, 2022
167'
Regia: Andrew Dominik
Interpreti: Ana de Armas, Bobby Cannavale, Adrien Brody, Julianne Nicholson, Xavier Samuel.


Marilyn Monroe è bellissima, è sexy, ha successo, ha un bel sorriso, è ingenua, è svampita, ha una voce flautata; è una perfetta superdiva del cinema, amata, invidiata, desiderata.

Norma Jeane Baker è bellissima, ha avuto un'infanzia infelice, ha subito abusi, ha avuto aborti, è triste, è depressa, è considerata alla stregua di un oggetto, è terribilmente sola, non ha mai ricevuto affetto.

Norma Jeane vede la stella di Marilyn brillare, ma la sua luce non le arriva.

Norma Jeane Baker per tutti è Marilyn Monroe.

Per tutti, tranne che per se stessa.


Tratto dall'omonimo romanzo della prolifica scrittrice americana Joyce Carol Oates, Blonde è stato presentato in anteprima mondiale alla Mostra del Cinema di Venezia, dove ha ricevuto una lunga standing ovation e apprezzamenti per la sua protagonista, Ana de Armas (brava, in effetti, pur se non somigliantissima), già affermatasi grazie a titoli quali Blade Runner 2049, Knives Out, Acque profonde.

Sfavillante, il red carpet del Lido, dove ha sfilato, oltre al regista Andrew Dominik, a de Armas e Brody, anche uno dei produttori, Brad Pitt, che in questa veste sa il fatto suo (ha vinto l'Oscar per il miglior film per 12 Anni Schiavo ed ha finanziato, tra gli altri, The Tree Of Life).

Il glamour, i flash, le luci, le urla dei fan, gli abiti eleganti, il poter vedere da vicino i divi del grande schermo... è parte del fascino effimero dello star system, a Venezia come a Cannes, a Toronto come a Hollywood o a Mumbay.

Ma dopo aver visto questo film l'effetto è davvero straniante.

Blonde è l'angosciosa, cupa, claustrofobica discesa agli inferi di una donna che è stata vittima degli uomini che ha conosciuto, che non ha trovato nessuno disposto ad ascoltare i suoi tormenti.

Una donna che, pur circondata da molta gente e baciata dalla fama, ha vissuto ed è morta da sola, fragile e vulnerabile, tormentata.

La vita di Marilyn Monroe è già stata tragica di per sé; ma Oates - e Dominik, sulla scia - ha calcato la mano, prendendosi delle libertà, al fine di rendere ancora più drammatica la sua vicenda: il triangolo amoroso con i figli di Edward G. Robinson e Charlie Chaplin, molto probabilmente un'invenzione; il dialogo con il feto parlante; alcune parti della sua vita omesse; il mancato riconoscimento del suo talento recitativo...

Il film, una volta approdato su Netflix, è stato bersaglio di numerosissime critiche, accusato di sfruttare l'immagine di Marilyn, di essere morboso, troppo disturbante, addirittura di essere antiabortista e maschilista - considerazioni che sono state ribattute punto su punto dall'autrice e dal regista.

Fatto sta che l'immagine della diva di Gli uomini preferiscono le bionde, Come sposare un milionario, Quando la moglie è in vacanza e A qualcuno piace caldo perde quella patina dorata di successo, bellezza, perfezione, felicità con la quale Hollywood l'aveva ricoperta e fa intravedere sotto la superficie il volto triste di Norma Jeane.

Se considerassimo Blonde come una biografia sicuramente ne vedremmo i tanti difetti: il montaggio a scatti, a scapito della linearità della trama; le invenzioni sulla vita dell'attrice; la negatività di tutti i personaggi maschili rappresentati; la presenza di scene forti che scadono a volte nel grottesco; il ridurre la vita di una persona ad una sequenza di drammi, traumi...

E valuteremmo che Marilyn/Norma Jeane avrebbe meritato maggior rispetto, maggior senso del pudore e un ritratto più veritiero: quella di Joyce Carol Oates e Andrew Dominik non è la Marilyn complicata, sfaccettata che traspare dai suoi appunti, dalle sue lettere, dalle sue poesie.

Ma cosa c'è dietro alla luce abbagliante dei riflettori e dei flash?

Cosa c'è dietro ai sorrisi smaglianti dei divi?

Se ci soffermassimo su quegli aspetti di critica feroce dell'ipocrisia e della violenza della nostra società (soprattutto nei confronti delle donne), non potremmo non riconoscere che, al netto di scelte discutibili, Blonde coglie nel segno e colpisce duro.

E ci ammonisce che il mondo delle stelle dello spettacolo non è poi così scintillante come appare, anzi.


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